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Gli hacker pronti a colpire ancora. Indagano Fbi e Nsa

Non è finita, un nuovo cyberattacco su larga scala, dopo quello senza precedenti sferrato venerdì, potrebbe essere imminente e venir scatenato questi giorni. Ad affermarlo, sempre mantenendo la sua identità segreta, è MalwareTech, il 'nickname' del giovane tecnico inglese 'eroe' che è riuscito ad arginare il virus che ha colpito i computer di tutto il mondo.

Mentre l'Europol conferma l'esistenza di questi rischi e rivela il bilancio provvisorio dell'offensiva telematica: il virus Wannacry ha infettato i sistemi di 100 mila organizzazioni in 150 Paesi, in particolare quelli del Regno Unito.

Il numero dei computer di privati colpiti potrebbe essere molto più alto. E' ancora troppo presto per ipotizzare chi ci sia dietro l'attacco e per quali ragioni, oltre a quella di prendere in 'ostaggio' i pc per chiedere un riscatto, lo abbia lanciato: per trovare i responsabili si sono mobilitate negli Usa l'Fbi e la Nsa, come ha reso noto una fonte dell'amministrazione Trump.

Per il capo di Europol, Rob Wainwright, "siamo di fronte ad una escalation e il numero dei sistemi colpiti potrebbe continuare a crescere". E per gli esperti di sicurezza gli hacker potrebbero cambiare il codice utilizzato nel primo assalto e causare quindi nuovi problemi.

Il Paese più bersagliato resta la Gran Bretagna, e in particolare il suo sistema sanitario, il cosiddetto Nhs, con 48 aziende ospedaliere le cui difese non hanno retto al virus. Intanto c'è chi accusa il governo conservatore di non aver fatto abbastanza per prevenire attacchi di questo tipo, in particolare non rinnovando le difese informatiche del già malandato Nhs, che soffre di una continua carenza di fondi.

Negli altri Stati presi di mira dall'assalto telematico, tra cui Russia e Spagna, le contromisure messe in campo dalle autorità sembrano aver funzionato. Come del resto anche in Italia, dove in base alle verifiche effettuate dalla polizia non risultano gravi danni alle infrastrutture informatiche ma non si escludono, anche in questo caso, nuove sorprese.

Se a livello europeo è il settore sanitario ad aver maggiormente subito i contraccolpi, in molti casi a causa di sistemi obsoleti, quello bancario invece, stando all'Europol, avrebbe retto senza grossi problemi all'attacco. Ma in molti avvertono che questo potrebbe essere solo l'inizio di una serie di offensive e che per ora gli hackers si sono limitati a saggiare le difese.

Il cyberattacco che ha colpito centinaia di paesi in tutto il mondo dovrebbe valere come campanello d'allarme: i governi non dovrebbero stoccare pericolosi software che possono essere trasformati in armi da hacker senza scrupoli.

E' il monito della Microsoft di fronte al massiccio attacco virtuale lanciato venerdì scorso e proseguito durante il fine settimana.

Il particolare, il virus in questione - un cosiddetto 'ransomware' poiche' blocca i computer e chiede un riscatto per poterli riattivare - era stato rubato all'agenzia di intelligence americana NSA.

"Abbiamo visto vulnerabilità stoccate dalla Cia che sono finite su WikiLeaks e adesso questa vulnerabilità rubata alla Nsa ha colpito clienti in tutto il mondo", ha scritto sul blog della società il presidente della Microsoft, Brad Smith. "Uno scenario equivalente con armi convenzionali sarebbe il furto di missili Tomahawk". Per questo, ha sottolineato, "i governi di tutto il mondo dovrebbero trattare questo attacco come un campanello d'allarme".

La Svizzera è stata risparmiata dall'attacco informatico che ha colpito quasi 100 Paesi. Lo rendono noto gli esperti della Centrale d'annuncio e d'analisi per la sicurezza dell'informazione (MELANI). Il suo direttore Pascal Lamia ha detto oggi all'ats che la Centrale è stata informata verso le 16.00 di venerdì a proposito dei potenziali rischi del cyberattacco su vasta scala. Nessun ospedale, banca o azienda specializzata nella produzione d'energia ha però segnalato di aver subito danni.

Stando a quanto dichiarato alla RTS dal vicedirettore di MELANI Max Klaus, qualche piccola società è stata invece coinvolta. Ha inoltre precisato che il virus si diffondeva cliccando su un file PDF contenuto in una mail.

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