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Milano Moda Uomo, tre giorni all’insegna del “nuovo”

di Maria Vittoria Alfonsi

Dopo uno smagliante Pitti Immagine Uomo - che ha registrato ben 36.000 presenze, con circa 25.000 compratori - spaziando dallo stile unico e universale di celebri firme italiane alla disinvoltura di coreani e giapponesi, alla grande sfilata Brooks Brothers, registrando il successo di “tutto-ciò-che fa-sport”, assieme allo stile che ha siglato il tema di stagione (il Cinema, in vari decenni), si è passati a Milano.

Una Milano dove, in tre giorni, 55 “firme” in calendario (per la prima volta vi sono state incluse le presentazioni di calzature) e alcuni eventi collaterali hanno ancora una volta dimostrato come, per l’abbigliamento maschile, la capitale lombarda si presenti sempre in molteplici “vesti” (anche se la definizione può sembrare fin troppo facile), puntando su un “nuovo” che molte volte è una ripresa di quanto già fatto da generazioni precedenti.

Ora, particolare attenzione è stata rivolta ai vari millenials, e alla generazione X, (oltre che Y e Z!) visti come forte base dei compratori del prossimo futuro, se non dell’oggi: in una certa confusione di sigle o lettere dell’alfabeto greco (eh, sì! ha preceduto quello inglese!).

Com’è stato per molte generazioni precedenti, anche oggi i giovani amano “intrupparsi”, indossando tutti i medesimi jeans, le medesime sneakers, i medesimi giubbotti e zainetti; unica differenza, la felpa Marcelo Burlon... Peraltro, e per fortuna, accanto ai millenials modaioli vi sono - senza etichette - molti giovani geniali, studiosi, informati, che amano l’abbigliamento pratico, senza esasperazioni e “divagazioni” recuperate da vecchi testi di moda e costume. Lasciando ai “mills” - col motto di “vestire giovane, vestire i giovani”, nel più spassoso assemblaggio di colori motivi e tessuti - il tutto morbido, ampio e informe, eccoli preferire un bell’abbigliamento sportivo, pratico, con nuovi dettagli. E - come gli “over-mills”, ovvero gli uomini che vivono nella realtà del nostro (e loro) tempo - prediligono il “lusso rilassato”, gli spezzati con jeans o pantaloni principe di Galles, ma anche scozzesi, fustagno, cammello, velluto, con lupetto o maglioncino, giacche di tweed o felpe, t-shirt: per completi e - soprattutto - spezzati con gilet o pull; e poi tuxedo, bomber, parka, piumini, guardando con attenzione il gran ritorno del cappotto. Per una certa “élite”, peraltro, non manca lo smoking.

In particolare, per tutti gli uomini che amano “vestire bene”, sentirsi a proprio agio in ciò che indossano, senza esasperazioni pseudo modaiole, ecco ad esempio la bella unica maglia di Missoni, diventata ormai un classico, inconfondibile: al quale Angela, ad ogni stagione, riesce a dare un tocco nuovo e personalizzato.

Per chi ha amato ed ama (e appartiene alla categoria dei “super-raffinati”) si è visto il “su misura” con la collezione di Isaia, fiero della famosa tradizione sartoriale napoletana, apprezzata ovunque (ricordiamo ancora che molti giovani, nientemeno che dall’Inghilterra, desidererebbero venire in Italia per perfezionare la creazione-realizzazione di abiti!). E pure di Cifonelli, che - seguendo le orme dei grandi Cristiani e Smalto - è apprezzatissimo in Francia: perfetti i suoi completi di tono sportivo, indossati con lupetto.

Bella e da ricordare anche la collezione Eleventy, ancora e sempre per l’uomo che ama praticità e stile. Notevole anche la Pal Zileri, che riesce a conservare i canoni storici del bel vestire pur col “tocco in più”, rinnovando dettagli e particolari.

Naturalmente è da ricordare lui, “re Giorgio”, quel signor Armani che di stagione in stagione sembra far uscire da un cappello magico nuove idee: come sì è visto ora, “risollevando” mente occhi e spirito con le collezioni Emporio, per i più giovani, e con la Giorgio Armani che a più d’uno ha fatto esclamare “meno male, c’è ancora il vero autentico abbigliamento, anche per noi...”. E come si può constatare vedendo le foto delle sfilate. Trovando di che scegliere, e vestire con quelle due parolette che a queste collezioni ancora si addicono: classe, e stile.

 

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